Calcolo del fabbisogno calorico
Dai componenti del dispendio energetico alla stima delle calorie di mantenimento: come usare le formule come punto di partenza e perché per l'atleta il riferimento vero è la disponibilità energetica.
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Calcolo del fabbisogno calorico
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Dai componenti del dispendio energetico alla stima delle calorie di mantenimento: come usare le formule come punto di partenza e perché per l'atleta il riferimento vero è la disponibilità energetica.
La risposta breve
Il fabbisogno calorico di mantenimento è l'energia che permette di mantenere il peso attuale: le calorie introdotte con gli alimenti bilanciano quelle spese nella giornata. È il riferimento da cui parte ogni modifica nutrizionale, in direzione di un deficit o di un surplus.
La quantità è solo una parte della domanda. La disponibilità energetica, cioè l'energia alimentare che resta a disposizione delle funzioni fisiologiche dopo aver tolto quella spesa nell'esercizio, decide se quel numero regge il carico di allenamento (Loucks, Kiens, & Wright, 2011). Per questo il calcolo del fabbisogno si legge insieme al carico, non sopra un foglio.
Da usare subito
- Usa la stima come punto di partenza dell'analisi del fabbisogno, da confermare con i dati reali.
- Segui l'andamento del peso e della prestazione nel tempo: sono gli indicatori che correggono il numero iniziale.
- Se l'atleta è in deficit cronico, l'attenzione va alla disponibilità energetica prima ancora del numero di calorie.
Calorie di mantenimento e calcolo del fabbisogno calorico
Il dispendio energetico giornaliero totale (TDEE, dall'inglese Total Daily Energy Expenditure) è la quantità di energia che serve a respirare, far circolare il sangue, digerire e muoversi. Per mantenere il peso, l'apporto deve bilanciare questo dispendio. Il totale si compone di quattro parti, ciascuna con un peso diverso.
Il metabolismo basale è la componente più importante: l'energia spesa a riposo completo, determinata in gran parte dalla massa magra. Il metabolismo a riposo, misurato in qualsiasi momento della giornata, si avvicina molto al valore basale.
Le componenti del dispendio energetico
Componente
Cosa è
Peso sul totale
Come calcolare le calorie di mantenimento
Molte formule, da complesse a semplici, stimano le calorie di mantenimento. Il metodo più diretto parte dal peso corporeo e applica un coefficiente legato al livello di attività: lo stile di vita, i passi giornalieri, i giorni di allenamento. Tutte condividono un limite: restano una stima, un punto di partenza per la comprensione del fabbisogno.
Per l'atleta il salto di qualità sta nel carico di allenamento, che sposta la componente più variabile del dispendio. Il riferimento numerico si costruisce sul singolo atleta e sul suo volume di lavoro, incrociando la stima con l'andamento del peso e della prestazione.
La formula di Lyle McDonald
Un metodo diffuso per fissare il punto di partenza è quello di Lyle McDonald: si prende il peso in libbre, si applica una forchetta calorica base per libbra e si calibra il coefficiente sullo stile di vita. Per convertire i chilogrammi in libbre si moltiplica il peso per 2,2.
Il risultato cambia sensibilmente con il livello di attività. A parità di peso, una vita sedentaria e un carico di allenamento intenso producono valori di mantenimento molto diversi, con una differenza ampia, ben oltre il rumore della singola misura.
Il livello di attività
- Vita sedentaria: gran parte della giornata seduti, il coefficiente di partenza resta basso.
- Attività moderata: movimento quotidiano costante o allenamenti regolari più volte la settimana, il coefficiente sale.
- Attività intensa: movimento quotidiano e allenamenti frequenti ad alta intensità, il coefficiente è il più alto.
Il punto di partenza, non la misura
Qualunque formula tu scelga, il risultato è un punto di partenza. La letteratura sulla valutazione nello sport sottolinea che nella composizione corporea la coerenza longitudinale della misura conta più del valore assoluto puntuale (Ackland et al., 2012). Un numero isolato dice poco: decide la direzione nel tempo.
Sono perfette le formule?
No, sono stime. L'errore potenziale è ampio: le formule aprono l'analisi del fabbisogno e il risultato va incrociato con i dati reali. La stima della disponibilità energetica nel mondo reale è piena di insidie, dalla sottostima di quello che si mangia all'imprecisione nel quantificare il dispendio dell'esercizio (Burke et al., 2018).
Per questo la valutazione nutrizionale resta un lavoro professionale. Partendo da questi parametri, incrociando l'andamento del peso e della prestazione, il nutrizionista definisce l'apporto corretto. Quando si lavora con atleti, la nutrizione sportiva diventa la priorità.
Il nodo pratico
Il numero della formula non è il traguardo. Un atleta che segue la stima alla lettera senza guardare l'andamento del peso rischia di impostare la dieta su un valore sbagliato. I dati nel tempo, peso e prestazione, correggono la stima meglio di una seconda formula.
Il confine del professionista resta netto: cali di peso non intenzionali, affaticamento persistente o segnali fuori-range non si gestiscono con un aggiustamento della tabella. In quei casi l'atleta si indirizza a una valutazione medica specialistica.
La disponibilità energetica come fondamento
La disponibilità energetica è il riferimento che conta per l'atleta: l'energia alimentare che resta a disposizione delle funzioni fisiologiche dopo aver tolto quella spesa nell'esercizio, normalizzata per la massa magra (Loucks, Kiens, & Wright, 2011). Quando questa quota scende sotto una soglia critica, l'organismo riduce la spesa per funzioni non essenziali: comprime l'asse endocrino riproduttivo, il turnover osseo e il recupero. Un atleta in deficit cronico non adatta e non recupera (Mountjoy et al., 2023).
La condizione si instaura spesso senza intenzionalità, per un disallineamento fra spesa crescente e introito non adeguato. È la ragione per cui la stima del fabbisogno si legge insieme al carico e al recupero, da sola dice poco.
Le regole pratiche
- Proteine: il beneficio su massa magra e forza tende a esaurirsi attorno a 1,6 grammi per chilo al giorno (Morton et al., 2018).
- Carboidrati: la disponibilità si modula sul lavoro richiesto dalla seduta, con quantità graduate sul volume (Burke et al., 2011).
- Disponibilità energetica: la bassa disponibilità è diffusa fra gli atleti e si instaura spesso senza intenzionalità (Logue et al., 2017).
Il dettaglio sta nel percorso
La stima del fabbisogno e la periodizzazione dei nutrienti sul carico esulano da questa guida: il rimando è al percorso di Nutrizione Sportiva.
Riferimenti scientifici
- Loucks, A. B., Kiens, B., & Wright, H. H. (2011). Energy availability in athletes. Journal of Sports Sciences, 29(sup1), S7-S15. https://doi.org/10.1080/02640414.2011.588958
- Mountjoy, M., Ackerman, K. E., Bailey, D. M., et al. (2023). 2023 International Olympic Committee's (IOC) consensus statement on Relative Energy Deficiency in Sport (REDs). British Journal of Sports Medicine, 57(17), 1073-1097. https://doi.org/10.1136/bjsports-2023-106994
- Burke, L. M., Lundy, B., Fahrenholtz, I. L., & Melin, A. K. (2018). Pitfalls of conducting and interpreting estimates of energy availability in free-living athletes. International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism, 28(4), 350-363. https://doi.org/10.1123/ijsnem.2018-0142
- Ackland, T. R., Lohman, T. G., Sundgot-Borgen, J., et al. (2012). Current status of body composition assessment in sport: Review and position statement. Sports Medicine, 42(3), 227-249. https://doi.org/10.2165/11597140-000000000-00000
- Morton, R. W., Murphy, K. T., McKellar, S. R., et al. (2018). A systematic review, meta-analysis and meta-regression of the effect of protein supplementation on resistance training-induced gains in muscle mass and strength in healthy adults. British Journal of Sports Medicine, 52(6), 376-384. https://doi.org/10.1136/bjsports-2017-097608
- Burke, L. M., Hawley, J. A., Wong, S. H. S., & Jeukendrup, A. E. (2011). Carbohydrates for training and competition. Journal of Sports Sciences, 29(sup1), S17-S27. https://doi.org/10.1080/02640414.2011.585473
- Logue, D., Madigan, S. M., Delahunt, E., et al. (2017). Low energy availability in athletes: A review of prevalence, dietary patterns, physiological health, and sports performance. Sports Medicine, 48, 73-96. https://doi.org/10.1007/s40279-017-0790-3
Ambito e limiti
Contenuto a scopo formativo per professionisti dello sport, in ottica di performance dell'atleta sano. Le formule di stima del fabbisogno sono un punto di partenza, da confermare con l'andamento del peso e della prestazione. In presenza di cali di peso non intenzionali, segnali fuori-range o condizioni che non rientrano con la gestione del carico e dell'alimentazione, indirizzare l'atleta a una valutazione medica specialistica.